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	<title>Spiritualità Archivi - Numerologia Esoterica</title>
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	<title>Spiritualità Archivi - Numerologia Esoterica</title>
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		<title>Jung e la Psicogenealogia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2023 16:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Jung]]></category>
		<category><![CDATA[Psicogenealogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qual è il fine ultimo della psicogenealogia? Molte persone si pongono questa domanda appena vengono a scoprire l’esistenza di questa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qual è il fine ultimo della psicogenealogia? Molte persone si pongono questa domanda appena vengono a scoprire l’esistenza di questa disciplina così affascinante, complessa e forse un poco misteriosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo dire, cercando di sintetizzare il più possibile, che il fine della psicogenealogia è quello di andare a capire quali siano i traumi irrisolti, i compiti non conclusi, i lutti non elaborati, le esperienze non soddisfatte che sono entrati in una determinata discendenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">L’effetto Zeigarnik</h2>
<p style="text-align: justify;">Quando un compito non è stato portato a termine, non ha trovato la sua giusta conclusione, si crea nella memoria famigliare un desiderio di completamento, una voglia di compimento che può portare a profondi disagi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo effetto è stato chiamato “effetto Zeigarnik”, in omaggio al grande studioso Buma Zeigarnik che si è interessato a fondo di queste materie e che ha dato un contributo inestimabile alla psicogenealogia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno in questione, l’effetto Zeigarnik spiega in maniera piuttosto dettagliata come le questioni irrisolte e i fatti non elaborati o conclusi riescano a nascondersi nella psiche collettiva o familiare per diverse generazioni fino a quando uno dei discendenti non li vedrà per quello che sono e, riconoscendoli, ne prenderà coscienza trasformandoli in atti simbolici che andranno ad attutirne l’impatto nella loro esistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica quando un antenato non ha concluso un’azione o un atto esso entrerà nel pacchetto di dati che viene trasmesso alle generazioni successive. La catena si interromperà soltanto quando uno dei discendenti prenderà consapevolezza dell’atto incompiuto e riporterà finalmente alla luce questa questione irrisolta e incosciente che ha ostacolato la vita di diverse generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La psicogenealogia riesce in questo difficile compito grazie ad uno strumento potentissimo che viene chiamato “albero psicogenealogico” e che si rivela estremamente efficace.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Ma che cosa è la Psicogenealogia?</h2>
<p style="text-align: justify;">Anne Ancelin Shutzenberger è universalmente riconosciuta come la “madre della psicogenealogia” ed è curioso ricordare che la parola “psicogenealogia” è stata utilizzata in contemporanea sia da lei che da Alejandro Jodorowsky, il grande regista, letterato ed esperto di tarocchi cileno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’approccio della Shutzenberger era però maggiormente incentrato sul metodo scientifico ed infatti ha sviluppato un sistema che si fonda sul genosociogramma. Questo strumento è in grado di far prendere coscienza di tutte le problematiche di una determinata famiglia, in modo da far emergere questioni irrisolte che si sono tramandate per più generazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sistema si basa su grandi fogli bianchi su cui viene riportata tutta la storia genealogica, andando a mettere in evidenza quando si ci si trova di fronte a date ripetute, ad eventi particolarmente rilevanti e che magari si ripresentano più volte, a scenari particolari, a lutti non elaborati… e a tutte quelle situazioni che possono essere entrate a far parte delle informazioni trasmesse alla discendenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Jung: l’anticipatore della psicogenealogia?</h3>
<p style="text-align: justify;">Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoanalista svizzero, è stato senza dubbio una delle personalità più influenti della storia dell’occidente grazie al suo lavoro sull’inconscio e alle correlazioni che egli ha saputo trovare con altre discipline, studi e religioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Jung ha ipotizzato nei suoi studi che la nostra psiche sia influenzata non solo dal proprio inconscio, ma anche a un inconscio collettivo in cui sarebbero presenti i ricordi degli antenati. Questa ipotesi può essere considerata come un’anticipazione di tutto quello che sarebbe poi stato ipotizzato e scoperto dagli altri scienziati che hanno dato il via alla psicogenealogia anni dopo.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal senso una citazione di Carl Gustav Jung risulta particolarmente illuminante: «L&#8217;uomo è in possesso di molte cose che non ha mai acquisito, ma che ha ereditato dai suoi antenati. Il bambino alla nascita, non è una tabula rasa ma ha in sé tutto il patrimonio archetipico che verrà costellato in rapporto alle figure incontrate nella realtà concreta».</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Pensiero junghiano e psicogenealogia junghiana</h3>
<p style="text-align: justify;">Analizzando a fondo il pensiero junghiano ci si rende ben presto conto che ci sono altri lati estremamente importanti che coincidono con i principi che decenni dopo guideranno la psicogenealogia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio il ruolo che Jung destina ai simboli e alle sincronicità risultano molto interessanti se presi in esame e confrontati con le teorie psicogenealogiche successivamente sviluppate. Quelle che infatti si potrebbero definire coincidenze significative tra un evento esterno e lo stato psichico della persona coinvolta, sono per Jung e per la psicogenealogia ben più di semplici coincidenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Da considerare inoltre che i simboli sono estremamente importanti nella stesura dell’albero psicogenealogico o genosociogramma. Infatti il come le persone rappresentino sé stesse (quadrato per gli uomini, cerchio per le donne), come si dispongano nei confronti dei genitori (più vicine o più lontane), con un simbolo chiuso o aperto, i rapporti di grandezza tra le figure presenti… sono tutti elementi che vengono considerati dal facilitatore e che gli consentono di comprendere più nel profondo la persona che si sottopone al trattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo dunque definire “psicogenealogia junghiana” quel ramo della scienza perfezionata da Anne Ancelin Shutzenberger che allargano lo sguardo e prendono in considerazione orizzonti più ampi. Le sincronicità infatti, in questo tipo di approccio psicogenealogico, vengono considerate come informazioni che arrivano direttamente dall’inconscio e che vanno analizzate attentamente come si fa con il simbolismo presente nei sogni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La presa di coscienza non basta</h3>
<p style="text-align: justify;">Come scritto in precedenza la presa di coscienza delle dinamiche famigliari è la base per ogni risoluzione delle problematiche, ma da sola non basta: è necessario infatti comunicare con l’inconscio mediante alcuni atti simbolici che aiutino a dare una conclusione, a portare a termine, quello che gli antenati hanno lasciato incompiuto. La presa di coscienza è dunque illuminante, ma è necessario che sia seguita da un atto che chiuda il cerchio e interrompa la catena che tramanda il problema da generazione a generazione.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’ottica risultano estremamente utili le cosiddette “Costellazioni Familiari” che consentono alle persone di mettere in scena la storia della famiglia e alcuni momenti salienti. In questo modo si può andare a rendere omaggio alle persone dimenticate, a depositare una volta per tutte i fardelli, a lenire i dolori…</p>
<p style="text-align: justify;">Solitamente questo “lavoro teatrale” viene messo in atto dopo avere identificato, attraverso la psicogenealogia, tutta la storia della famiglia almeno su tre generazioni. La messa in scena riguarderà soltanto gli atti necessari a risolvere l’ossessione o il problema che colpisce i discendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Cosa è il desiderio in psicobiologia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2023 16:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicobiologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il desiderio è un sentimento che è collegato alla soddisfazione di un bisogno, un’emozione che si fa largo nella nostra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il desiderio è un sentimento che è collegato alla soddisfazione di un bisogno, un’emozione che si fa largo nella nostra coscienza al fine di conseguire un determinato piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">È importante far notare qui che l’idea di perseguire un piacere o il mantenimento dello stato di salute dell’organismo, chiamato omeostasi, andando a soddisfare un bisogno è la radice di tutti i desideri.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo processo, come vedremo, è già determinato nei diversi momenti dell’evoluzione biologica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il desiderio come prodotto dell’evoluzione</h2>
<p style="text-align: justify;">I processi di questo tipo avvengono attraverso l’acquisizione di quelle che vengono chiamate dotazioni neuro-comportamentali che si aggiungono alle altre dotazioni. Negli organismi semplici, queste dotazioni preesistenti hanno un obiettivo molto preciso: mantenere l’omeostasi.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli organismi più complessi i processi di questo genere diventano predominanti. Bisogna infatti considerare il desiderio come un prodotto dell’evoluzione ed è presente in moltissime specie animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante tutte le differenze del caso, il meccanismo biologico e comportamentale è lo stesso per tutte le specie.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che avviene negli esseri umani attraverso i sentimenti e le emozioni, con la comunicazione simbolica, molte specie animali lo traducono in azioni, ma il principio di funzionamento è il medesimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il desiderio e tutta la gamma di processi legati alle emozioni e alle motivazioni che lo guidano, sono entrati a fare parte dell’evoluzione biologica come una forma di adattamento straordinaria per gli uomini e per gli animali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò è tanto vero che se il processo del desiderio non funziona correttamente e presenta delle disfunzioni o delle interruzioni, si osservano delle carenze di desiderio che possono portare a delle vere e proprie patologie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La psicobiologia e l’adattamento</h3>
<p style="text-align: justify;">Come noto la psicobiologia è una scienza che studia il comportamento in riferimento alle sue basi biologiche: in buona sostanza osserva il comportamento in riferimento soprattutto al sistema nervoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa ottica particolare viene impreziosita anche da una prospettiva evoluzionistica in modo da analizzare il comportamento in maniera dettagliata.</p>
<p style="text-align: justify;">È bene precisa che con “comportamento” ci si riferisce a tutti quei processi mentali umani e animali che coinvolgono la memoria, le emozioni, le percezioni, l’apprendimento, l’attenzione…</p>
<p style="text-align: justify;">Già dal nome “psicobiologia” si intuisce che questo tipo di approccio scientifico fonde insieme la psicologia con la biologia, a cui si aggiungono altri approcci come quello della genetica del comportamento, le neuroscienze cognitive e tanto altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a questo tipo di studi è stato possibile osservare come certi meccanismi e processi siano volti, nell’animale, all’equilibrio omeostatico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente per mantenere questo tipo di equilibrio è necessario per l’animale coinvolto compiere tutta una serie di “aggiustamenti”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti gli esseri viventi hanno bisogno di una certa capacità di adattamento in modo da regolare il proprio organismo ai cambiamenti che avvengono nell’habitat o all’interno del sistema stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Al variare di una situazione esterna, ad esempio, possono cambiare nell’animale la pressione sanguigna, il ritmo cardiaco, la liberazione di glucosio nel sangue, la produzione ormonale… tutti aggiustamenti che preparano l’approccio migliore alla nuova situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Walter Bradford Cannon, grande fisiologo di inizio Novecento, sosteneva che l’organismo si preparava, attraverso questi adattamenti, ad una risposta valida che poteva esprimersi in soltanto due reazioni di fondo: ad attaccare o a scappare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno che attiva il comportamento adattivo può venire dall’esterno o dall’interno, e si esprime in una risposta innata che può essere osservata sia negli organismi semplici che in quelli più complessi come l’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguendo questo tipo di analisi, dal punto di vista dell’evoluzione, le emozioni sarebbero delle risposte globali, ovvero sia interne che comportamentali, che l’organismo dà per controllare eventi che sono legati alla sua sopravvivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto in parole estremamente semplici e riduttive, le emozioni sarebbero degli adattamenti fortemente conservativi che durante l’evoluzione si sono dimostrati i migliori per la sopravvivenza dell’organismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una risposta automatica che è diventata innata nel momento in cui si è rivelata vantaggiosa per la sopravvivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le risposte di approccio o di evitamento, come detto in precedenza “attacco o fuga”, vengono conservate e tramandate in tutta la storia evolutiva e probabilmente questi meccanismi essenziali erano alla base dell’evoluzione dei primi organismi presenti sul pianeta anche se non erano dotati di capacità di valutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un ottimo esempio di quanto sopra esposto è quello del “paramecio”, un organismo monocellulare che è capace di orientarsi seguendo le condizioni migliori per la sua sopravvivenza: si allontana da sostanze nocive, si avvicina a quelle nutritive, si sposta in zone in cui la temperatura è più adatta… eppure è costituito di una sola cellula e si sposta nelle acque dolci per mezzo delle ciglia di cui è rivestito.</p>
<p style="text-align: justify;">Seppure il principio di funzionamento sia simile, ovviamente nei sistemi complessi come quelli degli animali mammiferi, il raggiungimento dell’omeostasi viene ottenuto con una serie di processi piuttosto complessi che coinvolgono funzioni importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La dotazione di strumenti fornita agli organismi monocellulari non è ovviamente la stessa fornita ad animali predatori, ad esempio. Ne consegue che anche le risposte saranno molto più complesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Approccio e evitamento: il parametro essenziale</h3>
<p style="text-align: justify;">Approccio ed evitamento è considerato un parametro assolutamente irrinunciabile nell’analisi dei comportamenti e nello sviluppo delle più importanti teorie a riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche Freud sviluppò una teoria della motivazione incentrata sul piacere e il dolore, presi come dicotomia fondamentale. Non vi è dubbio che il piacere possa corrispondere all’approccio e il dolore all’evitamento.</p>
<p style="text-align: justify;">È solo una questione terminologica ma il principio è lo stesso: alla base ci sono le motivazioni che assicurano la sopravvivenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il funzionamento è semplice da comprendere: quando la disponibilità delle risorse è limitata ci si procura quello che è essenziale per la sopravvivenza, una volta assicurati questi bisogni primari è possibile sviluppare altri processi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, ad esempio, nell’ambiente in cui ci si trova è difficile procurarsi cibo, la fame produrrà uno stato emotivo dando origine ad una sistema particolarmente efficace: infatti in questo caso la motivazione si sposa perfettamente come l’emozione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">L’esempio del disgusto</h3>
<p style="text-align: justify;">Le emozioni si sono sviluppate, secondo le teorie più credibili al momento, attraverso un’elaborazione di procedimenti sensoriali e motivazioni fisiologiche. Ci viene in aiuto, per comprendere questo procedimento, l’esempio del disgusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei grandi classici del mondo animale è l’espulsione del cibo dalla cavità orale quando non ha un gusto adeguato. Esattamente come alcuni organismi monocellulari scappano di fronte a sostanze nocive, gli animali più complessi, come l’uomo, sputano le sostanze che risultano sgradevoli al gusto e che spesso si rivelano tossiche o non commestibili.</p>
<p style="text-align: justify;">I neonati automaticamente, senza alcuna esperienza, espellono dalla loro cavità orale qualunque sostanza amara accompagnando il rigetto con un’espressione chiara di disgusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Da notare che questo comportamento viene eseguito anche da bambini sprovvisti degli emisferi cerebrali, questo per dire quanto questo comportamento sia radicati nella specie umana.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo momento in avanti, per il bambino, il disgusto verrà associato anche ad altri contesti, non solo quello alimentare: persone, usanze sociali, eventi fisici… tutto questo, e molto altro, può portare a provare la sensazione di disgusto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Istinti, riflessi e motivi</h3>
<p style="text-align: justify;">Per fare chiarezza su alcuni termini, molto spesso utilizzati a sproposito, vediamo qui di seguito una distinzione tra istinti, riflessi e motivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Studiando a fondo le risposte e i comportamenti adattivi si scopre che quelli più antichi vengono chiamati nel linguaggio comune “istinti” e sono costituiti prevalentemente da cambiamenti ormonali che influiscono sulla parte motivazionale negli organismi semplici e diventano meno influenti negli organismi più complessi che preferiscono una certa plasticità comportamentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le risposte degli istinti infatti sono estremamente rigide, fisse, senza alcuna adattabilità alla situazione specifica. In questo senso però ad essere maggiormente legati allo stimolo che li attiva sono i riflessi che una volta azionati non possono essere più fermati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’istinto invece, seppure sia un adattamento antico, piuttosto rigido e legato molto spesso alle funzioni vitali, può essere interrotto e a volte anche modificato in base ad alcune valutazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">I motivi invece, che spesso vengono confusi con gli istinti o addirittura con i riflessi, sono dei bisogni fisiologici dell’organismo. Eliminazione delle scorie dall’organismo, fame, sete, evitamento del dolore, sesso, ricerca del benessere…</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema dei motivi si basa sulla fisiologia e tutti quei processi che vanno a regolare la respirazione, la circolazione del sangue, la regolazione della temperatura dell’organismo e in generale quell’equilibrio ottimale in cui l’organismo “si sente al sicuro”.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna a questo punto aggiungere che la potenza delle emozioni si esprime in organismi complessi, come in quello umano, con motivazioni che vanno oltre alle semplici necessità vitali.</p>
<p style="text-align: justify;">Amore, orgoglio, pietà, altruismo, difesa di sé, difesa dei propri cari, atteggiamenti di gioco… sono tutti aspetti e meccanismi validi per l’uomo e per altre specie che non sono legate necessariamente a meccanismi vitali e che comunque fanno parte del grande processo delle emozioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il meccanismo delle emozioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Il ruolo dell’emozione è quello di mettere in moto l’energia guidandola verso un obiettivo specifico coinvolgendo in questo “movimento” sia la parte fisica che quella psichica dell’individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando un uomo è arrabbiato non fuggirà, così come quando è spaventato a morte non passerà all’attacco. In pratica l’emozione funge da filtro per le esperienze sensoriali: attraverso lo stato emozionale si attribuisce un valore all’esperienza, la si classifica in qualche modo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella stessa situazione un individuo può sentirsi felice o infelice, ed è solo attraverso il filtro che va ad applicare che la realtà avrà fosche tinte o colori sgargianti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le emozioni fondano il loro funzionamento sulla valutazione degli stimoli che vengono recepiti dall’organismo. Si tratta in sostanza di processi che mettono in atto delle sequenze di eventi che partono dalle sensazioni e procedono poi con le valutazioni cognitive e i comportamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di meccanismo è presente in moltissime specie animali, ma ovviamente negli animali superiori vi è una complessità assolutamente differente.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti l’evoluzione del sistema nervoso ha ribaltato le carte in tavola: questo sistema straordinario ha portato allo sviluppo dei sistemi sensoriali, delle percezioni e alla messa in atto di sistemi di comunicazione straordinariamente complessi e sofisticati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il cervello e le sue funzioni cognitive hanno dotato gli animali di capacità straordinarie, ovvero quelle di prevedere il futuro: questi soggetti infatti sono in grado di rappresentare gli eventi che dovranno accadere, di integrare le informazioni che hanno raccolto attraverso diversi sistemi sensoriali, di memorizzare tali informazioni e di classificarle, di formare le mappe degli ambienti in cui si muovono, tutte capacità che hanno sviluppato e potenziato la possibilità di attivare sistemi comportamentali guidati sa emozioni e motivazioni importanti ai fini dell’adattamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Da notare il fatto che le capacità cognitive, una volta che si sono sviluppate, hanno ampliato il loro raggio d’azione e non sono rimaste esclusivamente collegate alle emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto di vista è possibile dunque notare come non si può dividere emozioni e cognizioni basandosi sul tempo: l’emozione antica e la cognizione moderna.</p>
<p style="text-align: justify;">È necessario infatti approcciare questo tema considerando lo sviluppo di emozioni sempre più complesse che si connettono perfettamente con le funzioni cognitive e con lo sviluppo di tutte le strutture nervose. Non è una questione di vecchio e nuovo, ma di qualcosa di meno complesso ed evoluto che cresce e si sviluppa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Lo sviluppo del sistema nervoso e la comparsa dei sistemi emozionali-motivazionali</h3>
<p style="text-align: justify;">Durante la sua evoluzione il sistema nervoso, collegandosi alle emozioni e alle funzioni cognitive complesse, ha visto uno sviluppo incredibile nel mantenimento dell’omeostasi: entrano dunque in gioco delle dotazioni neuro-comportamentali che si occupano dell’elaborazione da meccanismi comportamentali che si basano sull’attribuzione dei valori, diventando così dei comportamenti motivati.</p>
<p style="text-align: justify;">Detto in maniera piuttosto semplice: con lo sviluppo delle capacità cognitive e di quei processi di valutazione tanto importanti, i comportamenti per il mantenimento dell’omeostasi non sono più guidati semplicemente dalle percezioni dell’ambiente interno e non si basano più su meccanismi innati.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto dell’evoluzione si è usciti dalla connessione diretta stimolo-risposta, e si è entrati in una fase in cui intervengono dei processi molto complessi che si fondano sull’apprendimento, sulle emozioni e sulla memoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci si trova di fronte dunque ad un mondo completamente differente che guarda all’emozione come ad un’estensione dell’omeostasi. Ecco dunque che si può iniziare a parlare di sistemi emozionali-motivazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si attiva un sistema di questo genere con esso entrano in funzione anche i sistemi fisiologici che consentono l’omeostasi e l’attuazione dei comportamenti finalizzati a tale scopo.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli organismi più complessi, come quello dell’uomo, la motivazione fa un passo evolutivo in più: infatti non si basa più su stimoli che arrivano all’organismo da processi motori e sensoriali, ma qui la motivazione può andare oltre gli stimoli attuali, del presente immediato.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine dei conti la motivazione poggia le sue basi sull’emozione e sull’apprendimento di esperienza che sono state classificate emotivamente e che hanno ricevuto un valore anche se non fanno parte di operazioni fondamentali che vanno a soddisfare i bisogni.</p>
<p style="text-align: justify;">Vista da quest’ottica la motivazione non è altro se non l’attivazione di un comportamento che ha uno scopo molto preciso, un obiettivo, mantenuto nel tempo, che ricopre un certo grado di energia.</p>
<p style="text-align: justify;">È il processo di attribuzione di salienza motivazionale, come viene chiamato, a stabilire il grado di energia. In pratica tutto si fonda sull’esperienza, che può essere legata ai più svariati stimoli di natura differente e che viene caratterizzata da una carica emotiva intensa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa carica sarà poi la potenza di quell’energia che l’individuo in questione racchiuderà nella rappresentazione dell’esperienza stessa: ciò andrà dunque ad alimentare la ripetizione di quella esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercando di chiarire il concetto potremmo dire che l’esperienza non legata direttamente al soddisfacimento di un bisogno primario, come ad esempio una certa preferenza per un determinato sapore, può trasformarsi in un obiettivo prioritario per quell’individuo specifico.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte queste esperienze si trasformano in una salienza motivazionale, una rilevanza, che può portare a mettere in atto un comportamento orientato verso un determinato obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa salienza viene poi mantenuta nel tempo e stimoli o situazioni di diversa natura, che servano o meno a soddisfare un bisogno, possono dunque orientare un comportamento. Questo aspetto va definitamente a rompere il legame tra motivazione e bisogno e facendo emergere dunque il concetto di desiderio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il desiderio infatti può essere definito come un fenomeno che è fortemente ed intimamente connesso con la motivazione, se non è addirittura del tutto sovrapponibile ad essa, ma che può non coincidere con il bisogno o con la soddisfazione dello stesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Attraverso il desiderio</h3>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo visto in precedenza l’evoluzione del sistema nervoso ha portato ad emergere una capacità di elaborare comportamenti innovativi che si basano sull’esperienza e sono dotati di flessibilità e plasticità.</p>
<p style="text-align: justify;">Da notare che la flessibilità e la plasticità in questo contesto sono caratteristiche estremamente evolute. Infatti nei sistemi nervosi più complessi è evidente una forte capacità di apprendimento, sistemi di valutazione sempre più raffinati, che permettono grazie alla flessibilità e alla plasticità di conseguire un migliore adattamento ad ambienti particolarmente complessi e variabili.</p>
<p style="text-align: justify;">L’apprendimento e le emozioni costruiscono, mattone dopo mattone, la motivazione che spinge l’individuo ad andare oltre il desiderio verso obiettivi che promettono vantaggio di tipo adattivo.</p>
<p style="text-align: justify;">La grande plasticità e la flessibilità della motivazione permettono anche di evitare di far percorrere al desiderio strade che non portano a vantaggi ed anzi risultino “nocivi” per l’individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con “nocivi” qui ci si riferisce ad obiettivi opposti a quelli adattivi. Sono proprio queste le caratteristiche che distinguono in particolare i mammiferi e che approfitta di sistemi neurali che sono comuni a diverse specie tra cui rientra anche l’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">È la parte mediale dell’encefalo, nelle aree corticali e sottocorticali, che ospita questi sistemi neurali che sono collegati tra di loro in maniera molto complessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel sistema mesolimbico si trova la dopamina, un neuromediatore che va a regolare lo sviluppo del desiderio verso stimoli e esperienze piacevoli come il sesso, il cibo, le droghe… da notare che questo stesso sistema viene coinvolto anche nelle esperienze tutt’altro che positive come lo stress.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo sistema che ha una forte rilevanza nell’elaborazione di motivazioni sia positive che negative fa parte di un più ampio sistema che unisce assieme diverse aree corticali, neuromediatori e nuclei mesencefalici.</p>
<p style="text-align: justify;">Merita una menzione uno di questi sistemi poiché ha un ruolo fondamentale nell’attribuire salienza motivazionale alle esperienze, di qualunque tipo, e nel regolare l’azione della norepinefrina (altro neuromediatore) nella corteccia prefrontale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con le molte osservazioni che sono state fatte in questo ambito è stato possibile confermare che il desiderio non viene generato soltanto da oggetti o situazioni particolarmente gratificanti o piacevoli per l’individuo, ma anche dalle situazioni spiacevoli o che spaventano.</p>
<p style="text-align: justify;">In qualche maniera il desiderio di evitare una determinata situazione spiacevole equivale a quello di desiderare il presentarsi di una situazione particolarmente piacevole.</p>
<p style="text-align: justify;">È interessante notare come la capacità di rappresentazione duratura sia legata alla memoria e alla memoria semantica nell’uomo, e permetta di rappresentare la motivazione che contiene il desiderio in maniera duratura e consapevole.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto è necessario specificare che la consapevolezza non è un attributo cruciale per il desiderio: il comportamento umano infatti è spesso guidato da desideri che non hanno nulla a che fare con la parte cosciente. A testimonianza di ciò è possibile fare riferimento a tutto l’enorme materiale raccolto dalla psicoanalisi prima e dalle neuroscienze poi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La motivazione sociale</h3>
<p style="text-align: justify;">Nei mammiferi l’evoluzione dei sistemi cerebrali ha portato allo sviluppo di quella che viene chiamata la “motivazione sociale”. Stiamo parlando di un desiderio volto ad entrare in contatto con l’altro: è questo processo a creare la vita affettiva dell’individuo e la sua aderenza all’appartenenza sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo tipo di desiderio ad avere un ruolo importante è il sistema degli oppiacei endogeni che vanno proprio a regolare la motivazione che spinge a cercare i propri simili ed il contatto con loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo meccanismo poggia anche il desiderio di offrire piacere agli altri senza ricavarne per sé un diretto vantaggio: il gesto altruistico nasce dunque in questo modo. Sono molte le specie che sono capaci di questi gesti che possono portare anche ad un mancato guadagno per l’individuo che si prodiga per gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">È importante sottolineare la presenza di questo mancato guadagno per accertarsi che sotto a questo meccanismo non ve ne sia un altro di tipo egoistico. Osservazioni di questo tipo sono state effettuate anche tra le scimmie che hanno evidenziato una capacità di intuire i sentimenti dei propri simili e di sviluppare il desiderio di offrire loro dei benefici anche a scapito dei propri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le disfunzioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente questi sistemi neuro-comportamentali che costituiscono le fondamenta del desiderio possono andare incontro a delle disfunzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne consegue che un individuo colpito da questo tipo di disfunzioni possa andare incontro a patologie del comportamento che si possono manifestare con un eccesso o una carenza di desiderio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando ci si trova di fronte ad un eccesso, con un’iperattività neurale, il desiderio assorbe gran parte dell’esistenza dell’individuo nella ricerca dell’oggetto in questione.</p>
<p style="text-align: justify;"> Per questo tipo di patologia vi sono molti esempi: dipendenza da sostanze stupefacenti, disturbi alimentari, dipendenze sessuali…</p>
<p style="text-align: justify;">In momenti di particolare vulnerabilità dell’individuo vi possono essere stimoli o esperienze in cui la salienza motivazionale risulta particolarmente forte e quegli stimoli o esperienze possono diventare il centro della vita dell’individuo coinvolto, nel tentativo di soddisfare quel desiderio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando invece il desiderio non è supportato in maniera adeguata dai sistemi neurali, l’individuo analizzato non si dimostrerà in grado di apprezzare le esperienze gioiose, allegre e gratificanti e, a maggior ragione, non sarà in grado di affrontare le difficoltà che trova nel suo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Un classico esempio di questa mancanza di supporto neurale è quello degli stati depressivi. Qualora il desiderio vada a perdere flessibilità e plasticità del comportamento, si andrà a presentare un’apertura verso un quadro patologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò avviene poiché in fondo sono proprio la flessibilità e la plasticità a dare forza all’adattamento e alla creatività dell’individuo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">A conclusione di quanto sopra riportato si rileva che il desiderio è sostanzialmente un prodotto dell’evoluzione, così come i processi motivazionali/emozionali rappresentano la base dell’adattabilità che ha permesso all’uomo e agli animali di evolvere.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono infatti le dotazioni neuro-comportamentali a costituire il terreno fertile su cui si è sviluppato il sistema nervoso dando origine alla comparsa delle funzioni cognitive complesse e alle emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella capacità di attribuire valore ha creato i cosiddetti comportamenti motivati e ha dato origine a tutto lo sviluppo.</p>
<p style="text-align: justify;">È qui che avviene il salto quantico che permette di attribuire un valore incentivante anche a oggetti che non sono direttamente legati alla soddisfazione dei bisogni.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto in poi inizia qualcosa di diverso, il meccanismo smette di essere mera macchina e fa un passo in avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Tutto quello che c’è da sapere sul Genosociogramma</title>
		<link>https://www.numerologiaesoterica.com/spiritualita/psicogenealogia-genosociogramma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2022 15:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicogenealogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il genosociogramma è uno strumento estremamente noto a chi si interessa di psicogenealogia, ma rimane un vero e proprio mistero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il genosociogramma è uno strumento estremamente noto a chi si interessa di <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/la-psicogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a>, ma rimane un vero e proprio mistero per chi si sta avvicinando a questo mondo così particolare e affascinante.</p>
<p style="text-align: justify;">La psicogenealogia utilizza alcuni strumenti per svolgere al meglio la propria attività ed il principale è senza dubbio il genosociogramma, che si rivela essere un mezzo estremamente pratico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Che cosa è la psicogenealogia in breve</h2>
<p style="text-align: justify;">La psicogenealogia è una scienza che studia aspetti legati alla psiche umana e ai suoi condizionamenti famigliari. In estrema sintesi possiamo dire che i principi della psicogenealogia sostengono che di generazione in generazione, in una famiglia, non vengono tramandate soltanto caratteristiche fisiche e peculiarità caratteriali, ma anche traumi, situazioni irrisolte, effetti di eventi importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che avviene ad una determinata persona, solitamente si tratta di eventi di grande rilevanza che non vengono affrontati, risolti, accettati o condivisi, passeranno direttamente alla generazione successiva, magari in forma di ossessioni, manie, disturbi fisici, paure, fobie…</p>
<p style="text-align: justify;">Di generazione in generazione questo “carico pesante” passerà finché uno dei discendenti non riuscirà a sbloccare il meccanismo, a interrompere le ripetizioni, a tagliare la catena. Per farlo serve appunto la <a href="https://www.tarotlandia.com/cosa-e-la-psicobiogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il Genosociogramma: l’albero genealogico rinforzato</h3>
<p style="text-align: justify;">La psicogenealogia per svolgere la sua azione concreta andando a sbloccare situazioni perse nel tempo, utilizza il genosociogramma familiare che altro non è se non una tecnica grafica attraverso la quale è possibile rappresentare la storia della famiglia in questione.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una sorta di albero genealogico commentato, dotato di tutta una serie di caratteristiche ed informazioni sui componenti del clan familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per costruire questo schema così completo e che comprende anche persone non direttamente consanguinee che però hanno avuto una certa influenza sulla famiglia, è necessario attraversare alcune fasi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Genosociogramma e Genogramma</h3>
<p style="text-align: justify;">Per evitare tutti i fraintendimenti possibili, prima di analizzare le fasi per costruire questo albero genealogico commentato, è bene segnalare che la parola genosociogramma è composta da “geno” che rimanda alla genealogia, mentre “sociogramma” allude ad una rappresentazione grafica dei legami e delle relazioni sociali.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi è una differenza tra genogramma familiare, espressione che viene ampiamente usata in questo ambito, e genosociogramma: infatti il genogramma prende in esame soltanto l’albero genealogico in quanto tale, mentre il genosociogramma include anche vicini, amici, colleghi di lavoro… e tutte quelle persone che possono avere avuto un’influenza importante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La prima fase: la ricerca delle informazioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Per redigere in maniera accurata il genosociogramma è necessario ovviamente andare a raccogliere i dati inerenti alla famiglia, cercando di recuperare tutte le informazioni possibili sui membri della stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">È un lavoro profondo, accurato e molto spesso difficile poiché solitamente si deve andare indietro nel tempo di almeno due generazioni, ma spesso anche di più.</p>
<p style="text-align: justify;">Le informazioni raccolte in questa fase offrono solitamente di ogni membro almeno il nome, cognome, data e luogo di nascita, data e luogo di morte, per poi passare ad informazioni più dettagliate e specifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Di ogni membro si cerca infatti di conoscere la professione, se aveva disagi fisici, le cause di morte, i matrimoni, le unioni fuori dal matrimonio, le nascite, i decessi e i lutti improvvisi, i colpi di fortuna, le sventure…</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza si cerca di ricostruire un “report” che contenga tutti quegli elementi di rilievo della vita del membro, tutti gli eventi che hanno avuto grande risonanza sulla psiche della persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché è proprio questa risonanza che può passare di generazione in generazione. Le persone che richiedono un consulto psicogenealogico hanno nei loro ricordi moltissime di queste informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consultante ha un legame, un rapporto, con il membro della sua famiglia da cui eredita il blocco: si tratta ovviamente di un legame inconscio, ma grazie a queste informazioni e ai ricordi del consultante è possibile iniziare a farsi un’idea dell’eredità collettiva e personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al genosociogramma è possibile mettere in evidenza, attraverso uno schema chiaro, tutti i legami, i rapporti socio affettivi, presenti e passati, ciò che è stato detto e tramandato e gran parte di ciò che non è stato detto, ma che emerge chiaramente dallo schema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La seconda fase: la stesura del Genosociogramma</h3>
<p style="text-align: justify;">Una volta acquisite le informazioni necessarie, tutte quelle che si sono riuscite a trovare, bisogna andare a stendere lo schema vero e proprio, il famoso genosociogramma familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa operazione si esplicita mettendo nero su bianco un disegno pratico che utilizza dei precisi simboli grafici che servono a rendere chiare le interazioni e i rapporti esistenti all’interno del sistema famigliare che si sta analizzando.</p>
<p style="text-align: justify;">In buona sostanza si tratta di una sorta di fotografia dell’intero clan famigliare, una traduzione cartacea di tutti i ricordi del consultante e delle sue relative emozioni al riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il genosociogramma permette di vedere chiaro, di far emergere, tutto quello che è rimasto nascosto in famiglia, di dare voce a quegli eventi che ancora cercano una risoluzione o per lo meno una presa di coscienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La terza fase: l’analisi</h3>
<p style="text-align: justify;">Una volta messo nero su bianco il genosociogramma, con tutta la rappresentazione grafica della storia famigliare, sarà necessario che l’operatore psicogenealogista inizi la sua analisi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’operatore ha uno sguardo lucido, oltreché esperto. La sua analisi non è fuorviata da ricordi o emozioni e vede chiaramente se ci sono ripetizioni, sindromi da anniversario, connessioni tra una generazione e la successiva, vuoti di informazioni, sincronicità di date, ripetizioni sulle età…</p>
<p style="text-align: justify;">Per l’esperto di psicogenealogia lo schema rappresenta una mappa molto chiara da leggere poiché egli sa dove guardare, sa cosa cercare e solitamente si trova piuttosto rapidamente quel punto in cui parte una risonanza che si riflette sul consultante.</p>
<p style="text-align: justify;">È questa un’operazione attraverso la quale vengono riportate alla consapevolezza del consultante alcune informazioni che sono sepolte nel suo inconscio, andando così a lavorare anche sulla sua percezione della storia famigliare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Genosociogramma: che simboli si usano?</h3>
<p style="text-align: justify;">Per essere chiarissimo e non lasciare spazio ai fraintendimenti il genosociogramma utilizza dei simboli precisi e specifici. Ad esempio, il sesso femminile viene rappresentato graficamente da un cerchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sesso maschile invece è riportato nello schema con un quadrato, ma vi sono analisi che utilizzano un orientamento diverso che preferiscono utilizzare un triangolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le gravidanze sono contrassegnate da un triangolo, mentre per rappresentare i tipi di relazione vengono ovviamente utilizzate linee differenti tra di loro in modo da leggere lo schema in maniera semplice e rapida.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La sindrome da anniversario: un mistero svelato dalla psicogenealogia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2022 16:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicogenealogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non molti hanno sentito parlare della sindrome da anniversario seppure sia senza dubbio uno dei fenomeni più interessanti e, per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non molti hanno sentito parlare della sindrome da anniversario seppure sia senza dubbio uno dei fenomeni più interessanti e, per certi versi, affascinanti che riguardano le dinamiche familiari.</p>
<p>Stiamo infatti parlando di un fenomeno che ha interessato moltissimi studi e che ha fatto parlare di sé moltissimi scienziati di grande rilevanza internazionale.</p>
<p>Come noto la <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/la-psicogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a> mette in chiara evidenza che oltre ad avere una coscienza individuale le persone hanno dentro di sé anche una coscienza familiare che ha un’influenza straordinariamente importante nella loro vita.</p>
<p>Questa sorta di inconscio familiare è una specie di contenitore in cui sono raccolti tutti i ricordi e le informazioni che fanno parte della storia familiare. È bene precisare che queste informazioni spesso non sono affatto note a livello conscio.</p>
<p>Non bisogna dunque confondere la coscienza familiare con il bagaglio di ricordi personali, ma veri e propri lasciti anche atavici, comunque lontani nel tempo, e che possono non aver mai avuto alcuna relazione diretta con il soggetto interessato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Che cosa è la Sindrome da Anniversario?</h2>
<p>Questo fenomeno così particolare che ha tanto interessato gli studiosi di <a href="https://www.tarotlandia.com/cosa-e-la-psicobiogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a>, si esplicita solitamente nella coincidenza tra le date di nascita, di morte, di matrimonio, di incidente… di diversi membri della famiglia. Ma anche l’insorgere di alcune malattie o quando si verificano certi incidenti ad una certa età o magari ad una data particolare. Eventi in sostanza che potrebbero essere definiti dai più disattenti come “coincidenze” o da un punto di vista più maturo “sincronicità”.</p>
<p>Ad esempio ad una determinata età, mettiamo 41 anni, in una certa famiglia si assiste ad un ripetersi di un incidente molto grave. La tipologia di incidente può cambiare, ma di generazione in generazione un membro della famiglia dopo avere compiuto 41 anni subisce un incidente di grave entità.</p>
<p>Non è un caso. Le ferite lasciano un segno profondo nell’animo umano tanto da entrare nel proprio corredo genetico che viene poi trasmesso alle generazioni successive. In particolare tutto ciò che non viene espresso, non muore, rimane e viene tramandato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’eredità transgenerazionale</h3>
<p>Qualunque siano i nostri convincimenti personali è innegabile che siamo legati ai nostri antenati dai cromosomi, ma anche dalle loro credenze, dai comportamenti, dagli usi, dai costumi, dalle paure. In alcuni casi, alcuni di questi comportamenti, ricordi o paure, si traducono in una sintomatologia fisica ed in qualche modo il nostro corpo diventa una tela su cui si esprime il dolore dei nostri antenati.</p>
<p>In ambito psicogenealogico si parla di “lealtà familiari invisibili” che sono una sorta di legame transgenerazionale che fa attraversare i secoli a sentimenti importanti, come la tristezza, l’angoscia, la colpa, la paura… Senza un’elaborazione psichica di queste espressioni sentimentali, il legame non si interrompe e tornerà a riproporsi di continuo.</p>
<p>In particolare tutti quei traumi che non sono stati elaborati e risolti dalle vittime vengono passati ai discendenti, quasi come se fosse un carico di lavoro che qualcuno prima o poi deve risolvere. Purtroppo però si tratta di un carico inconscio che per essere lavorato deve essere portato alla coscienza.</p>
<p>Ecco lo scopo della <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/cosa-e-psicogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a>, riportare alla luce fatti accaduti molto tempo prima e che hanno condizionato l’inconscio familiare risuonando poi nell’individuo trattato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Esempi famosi di Sindrome da Anniversario</h3>
<p>Vi sono esempi molto noti di eventi traumatizzanti e di persone traumatizzate che hanno tramandato il loro carico alle generazioni successive con i legami di lealtà invisibili. Uno dei più classici per quanto riguarda nello specifico la sindrome da anniversario è quello della famiglia Kennedy.</p>
<p>Il presidente John Kennedy, fu avvertito che il 22 Novembre del 1963 avrebbe potuto subire un attentato e che era meglio utilizzare una macchina chiusa, con il tetto. Egli invece volle attraversare Dallas con l’auto cabriolet e venne ucciso da diversi colpi di fucile.</p>
<p>Il nonno di JFK si chiamava Patrick e rimase orfano di padre quando aveva ancora soltanto sei mesi. Dove troviamo la sindrome da anniversario? Il padre di Patrick Kennedy morì il 22 Novembre. Il figlio di JFK, John John, ha ripetuto l’esperienza di Patrick, proprio in quel giorno.</p>
<p>I chirurghi di Napoleone nell’anno 1812 si accorsero che i traumi della campagna di Russia, gli shock post traumatici, stavano passando dai sopravvissuti alle generazioni successive: in certe date essi rivivevano gli incubi e le angosce nate in guerra.</p>
<p>Anche le nazioni sembrano andare incontro alla sindrome da anniversario: la Serbia fa risalire la fine della Grande Serbia al 28 Giugno 1389 con la presa di Costantinopoli da parte degli Ottomani (seppure in realtà sia un errore poiché la presa di Costantinopoli avvenne il 29 Maggio 1453, mentre il 28 Giugno 1389 ci fu la battaglia dei Campi del Kossovo).</p>
<p>Da questo scambio di date è nata la leggenda del 28 Giugno come giorno sacro per la Serbia.</p>
<p>Le perdite ed il trauma di questi eventi hanno portato al ripetersi di una sindrome da anniversario per oltre seicento anni che ha dello straordinario: come noto la Grande Guerra ebbe inizio proprio a Sarajevo con l’uccisione dell’erede al trono dell’Impero Austro-Ungarico, Francesco Ferdinando d’Austria. Ovviamente il 28 Giugno, del 1914.</p>
<p>Sotto la presidenza Milosevic iniziò lo sterminio della popolazione dell’ex Jugoslavia con la costruzione di un monumento a San Lazzaro, i cui resti fece riportare in Kossovo, proprio in memoria della battaglia del 1389. Questo avvenne il 28 Giugno 1989.</p>
<p>Questo fatto è chiaramente una memoria ancora viva, che ha attraversato seicento anni di storia di un paese, ma che a livello inconscio è una ferita mai rimarginata, un trauma che continua a passare da una generazione all’altra senza soluzione di continuità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le eterne ripetizioni</h3>
<p>La storia è piena di questi fatti nelle famiglie, nei gruppi, nelle nazioni. Anche come umanità tutta vi sono dei lasciti comuni legati magari a fenomeni naturali che hanno sconvolto la vita dell’uomo e il cui ricordo inconscio, il legame di lealtà invisibile, è ancora vivo dentro di noi.</p>
<p>Finché questa memoria non viene portata alla mente conscia, riconosciuta per quel che è, elaborata ed infine dissolta, le influenze del passato porteranno ad eterne ripetizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Psicogenealogia: l&#8217;albero genealogico, Il Genosociogramma e la Sindrome dell’Anniversario</title>
		<link>https://www.numerologiaesoterica.com/spiritualita/la-psicogenealogia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2022 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicogenealogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La grande rivoluzione che la psicogenealogia ha portato nel campo degli studi che prendono in esame la vita umana è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.numerologiaesoterica.com/spiritualita/la-psicogenealogia/">Psicogenealogia: l&#8217;albero genealogico, Il Genosociogramma e la Sindrome dell’Anniversario</a> proviene da <a href="https://www.numerologiaesoterica.com">Numerologia Esoterica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La grande rivoluzione che la psicogenealogia ha portato nel campo degli studi che prendono in esame la vita umana è legata al fatto che il patrimonio genetico, che passa di generazione in generazione, è molto più ricco di quello che si credeva.</p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://www.tarotlandia.com/cosa-e-la-psicobiogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a> infatti sostiene che oltre ai dati che determinano certe caratteristiche fisiche si vadano ad ereditare anche caratteristiche psicologiche, situazioni irrisolte e veri e propri traumi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">La risalita dell’albero genealogico</h2>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla psicogenealogia è possibile risalire i rami dell’albero genealogico per andare ad individuare quegli eventi del passato che hanno influenzato la vita degli antenati e che continuano ad influenzare, in maniera spesso inconscia, la nostra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste dinamiche antiche costituiscono dei veri e propri blocchi che impediscono di raggiungere i propri obiettivi e di realizzare sé stessi alle persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La nascita della psicogenealogia</h3>
<p style="text-align: justify;">Il termine psicogenealogia si riferisce ad un metodo di indagine che è stato concepito e sviluppato negli anni Settanta del Novecento e che va a studiare proprio le caratteristiche psicologiche di un determinato individuo, seguendo la sua discendenza famigliare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea di fondo è appunto quella che i ricordi degli antenati siano rimasti nel nostro inconscio e che influenzino direttamente la nostra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra esistenza, il nostro carattere, le nostre reazioni, sono figlie dunque non solo della nostra storia personale, ma anche di tutte le esperienze di vita maturate all’interno del sistema famigliare.</p>
<p style="text-align: justify;">La psicogenealogia si propone di andare a tirare fuori quei retaggi nascosti, di portare alla luce quegli eventi non vissuti direttamente dalla persona e che hanno un’influenza negativa.</p>
<p style="text-align: justify;">In buona sostanza si tratta di un metodo per tagliare la tremenda catena che ci lega a fatti negativi che bloccano lo sviluppo personale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Lo sviluppo del metodo</h3>
<p style="text-align: justify;">È stata la dottoressa <em>Anne Ancelin Schützenberger</em>, psicologa e psicoterapeuta francese, a sviluppare il metodo della <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/cosa-e-psicogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a> ispirandosi al lavoro di una psicanalista infantile, <em>Françoise Dolto</em>. La Dolto infatti teorizzava degli effetti importanti sulla coscienza dei bambini che derivavano dalla famiglia d’origine.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche <em>Didier Dumas</em>, allievo della Dolto, arrivò ad esporre una teoria sui fantasmi tanto temuti dai bambini: sarebbero traduzioni simboliche dei traumi ereditati dagli antenati.</p>
<p style="text-align: justify;">In estrema sintesi questi sviluppi portavano a teorizzare una sorta di “grotta” in cui si depositano i “fantasmi” che arrivano dal passato: una zona della coscienza in cui si trovano traumi e situazioni irrisolte che si manifestano sotto forma di paure, allucinazioni, disturbi fisici, manie, ossessioni…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il Genosociogramma</h3>
<p style="text-align: justify;">A disposizione della psicogenealogia vi sono diversi strumenti tra cui spicca il genosociogramma, un “ferro del mestiere” che consente di tenere conto non solo dei legami di parentela esistenti, come l’albero genealogico, ma anche il ripetersi di eventuali traumi nella storia della famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica si tratta di una versione commentata e affettiva dell’albero genealogico sviluppato da <em>Murray Bowen</em>. Qui sono raccolte infatti anche le relazioni dell’individuo con l’ambiente e gli altri personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo schema, che utilizza una precisa simbologia, vengono dunque considerate anche le persone non consanguinee che però hanno avuto un ruolo all’interno della storia famigliare. Potremmo definire il <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/psicogenealogia-genosociogramma/" target="_blank" rel="noopener">genosociogramma</a> come una espansione dell’albero genealogico.</p>
<p style="text-align: justify;">In fondo nella vita delle persone possono avere forti ascendenti anche figure non consanguinee come le balie, le donne di servizio, le o gli amanti, gli operatori sociali…</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte quelle figure che possono lasciare importanti tracce all’interno di una vita e che quindi possono inserirsi in quel pacchetto di informazioni che passa di generazione in generazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al genosociogramma si ha quindi una sorta di traduzione grafica della storia della famiglia, una specie di schema di un romanzo, grazie alla quale è possibile andare a ritrovare le ragioni del ripetersi di alcune situazioni, avvenimenti e attitudini. Non è ovviamente un caso se certi eventi si ripetono da una generazione all’altra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La curiosa sindrome dell’Anniversario</h3>
<p style="text-align: justify;">A.A.Schützenberger, la studiosa che per prima ha sviluppato in maniera importante la psicogenealogia, ha osservato un curioso fenomeno durante la sua vita professionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti la dottoressa ha ritrovato in diversi casi la <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/psicogenealogia-sindrome-anniversario/" target="_blank" rel="noopener">sindrome dell’Anniversario</a>, ovvero una ripetizione estenuante degli stessi eventi nella medesima data. Nella stessa famiglia, in una certa data, generazione dopo generazione, si verifica lo stesso tipo di evento. Un tipo di ripetizione molto evidente che ha fatto intuire alla studiosa che le sue teorie erano molto più che solide.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">A cosa serve e come funziona la psicogenealogia?</h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo già sottolineato in precedenza che l’obiettivo della psicogenealogia è quello di riportare alla luce ricordi seppelliti nell’inconscio famigliare, informazioni ereditate dai nostri avi che condizionano il nostro presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente di solito si tratta di episodi assolutamente reali e molto spesso traumatici che hanno lasciato un profondo segno nella generazione che le ha subite e che sono entrate nel lascito alla generazione successiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso si tratta di privazioni, di violenze, ingiustizie subite… che non hanno trovato una giusta risoluzione e che si ripresentano, ripetendosi in varie forme.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso l’atto iniziale era stato negato o tenuto nascosto ed in qualche modo viene interiorizzato dall’individuo fino a trasmetterlo alla generazione successiva. Se quest’ultima non riuscirà a rielaborarlo e a risolverlo, passerà ancora avanti nel tempo, e così via…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Lavorare su sé stessi con la psicogenealogia</h3>
<p style="text-align: justify;">Per funzionare la psicogenealogia ha bisogno di un intenso lavoro su sé stessi, in modo da andare ad individuare le ripetizioni e rompere quei blocchi familiari che impediscono di vivere il presente appieno.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo strumento del genosociogramma consente di fare un salto quantico nella conoscenza delle proprie radici, dei legami e delle dinamiche famigliari di cui non si aveva conoscenza diretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Solitamente si tratta di avvenimenti che non sono stati nemmeno tramandati a livello conscio, nessuna storia tramandata di padre in figlio, quindi l’individuo, nella sua parte conscia, è del tutto estraneo alla questione, seppure questa gli blocchi la vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">La seconda fase</h3>
<p style="text-align: justify;">Dopo questa prima fase di indagine è indispensabile che gli eventi non conclusi, le ingiustizie fatte o subite, i lutti non elaborati e tutti gli avvenimenti di una certa importanza che influenzano in maniera inconsapevole la nostra vita, siano elaborati.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa elaborazione è un processo che prevede la comprensione dell’evento e il riconoscimento dello stesso per quello che è nella sua essenza. Un modo per liberarsi definitivamente di queste antiche catene che appesantiscono il presente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le Costellazioni Familiari</h3>
<p style="text-align: justify;">Uno strumento integrativo che viene utilizzato in psicogenealogia è quello della <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/cosa-sono-costellazioni-familiari/" target="_blank" rel="noopener">Costellazione Familiare</a> Sistemica Spirituale che viene utilizzata per compiere un viaggio interiore assolutamente straordinario.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso questo metodo viene utilizzato in gruppo, ma anche singolarmente, e serve a rimettere in scena alcune situazioni, appartenenti al passato, che devono essere osservate ed esposte e che in qualche modo stanno condizionando la vita dell’individuo presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso questo strumento straordinario si cerca di riconoscere e onorare il sistema famigliare e al contempo liberare l’individuo presente da quelle ripetizioni, da qui meccanismi invisibili, che le sue radici gli destinavano.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>L'articolo <a href="https://www.numerologiaesoterica.com/spiritualita/la-psicogenealogia/">Psicogenealogia: l&#8217;albero genealogico, Il Genosociogramma e la Sindrome dell’Anniversario</a> proviene da <a href="https://www.numerologiaesoterica.com">Numerologia Esoterica</a>.</p>
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		<title>Psicogenealogia: che cosa è e come funziona?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2022 09:36:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicogenealogia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa è la psicogenealogia? La psicogenealogia è un argomento non facile da trattare poiché molto al di fuori della forma [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Cosa è la psicogenealogia?</h2>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/la-psicogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a> è un argomento non facile da trattare poiché molto al di fuori della forma pensiero occidentale. I principi di questa disciplina possono risultare anche assolutamente evidenti se guardati attraverso una mente aperta, ma spesso nel nostro tempo è difficile trovare persone che mantengono aperta la propria mente.</p>
<p style="text-align: justify;">In estrema sintesi la psicogenealogia si occupa dell’essere umano in quanto soggetto appartenente comunque ad un collettivo: l’umanità. Guarda dunque all’uomo attraverso l’ottica biologica e antropologica ma inserisce nel compito anche un ingrediente particolare: la coscienza. Vediamo di capirne di più qui di seguito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Ereditarietà o no?</h3>
<p style="text-align: justify;">Sembra quasi scontato nella nostra società affrontare il tema dell’ereditarietà genetica, spesso su basi evoluzionistiche. In questo ambito tutto sembra piuttosto normale e nessuno alza sopraccigli se si parla di una malattia ereditaria.</p>
<p style="text-align: justify;">La psicogenealogia invece, proprio in considerazione del fatto che siamo l’anello finale di una catena che probabilmente è lunga quanto la storia dell’uomo, fa alzare molti sopraccigli.</p>
<p style="text-align: justify;">L’essere umano è in relazione con il suo passato, quello recente ed anche quello ancestrale, sia dal punto di vista medico-biologico che da quello della coscienza e della psicologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso la psicogenealogia è possibile risalire alle memorie psicologiche che ci sono state trasmesse dai nostri antenati e che tramanderemo ai nostri discendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti scienziati accettano il tema dell’ereditarietà soltanto sul piano fisico, come se l’uomo fosse costituito soltanto dal corpo: la psicogenealogia sostiene invece che se ereditiamo tratti biologici, si ereditano anche nodi psicologici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le origini della psicogenealogia</h3>
<p style="text-align: justify;">Dalla psicologia clinica e dalla psicoanalisi è nata la psicogenealogia attraverso gli studi svolti dalla fondatrice Anne Ancelin Schutzenberger, da sempre alla ricerca di una sintesi tra il lavoro di Freud, la scuola sistemica di Filadelfia e lo psicodramma di Jacob Levi Moreno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo lavoro si è sviluppato dopo la seconda guerra mondiale, successivamente rispetto agli studi portati avanti proprio accanto a Jacob Levi Moreno.</p>
<p style="text-align: justify;">La Schutzenberger è scomparsa nel 2018, a 99 anni, e i suoi studi hanno influenzato moltissimi esponenti della psicanalisi, tra cui Elisabeth Horowitz, attuale presidente della Societé Nationale Francaise di Psychogénéalogie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">L’idea di base e i diversi approcci</h3>
<p style="text-align: justify;">L’idea centrale della psicogenealogia, ovvero l’ereditarietà psicologica e traumatica ha portato anche ad altri approcci che non possono essere dimenticati per importanza.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea transgenerazionale, come viene chiamata, è infatti alla radice anche nell’approccio di Bert Hellinger e delle sue <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/cosa-sono-costellazioni-familiari/" target="_blank" rel="noopener">Costellazioni Familiari</a>: un metodo che opera nei nuclei familiari per sviscerare i nodi nati all’interno del gruppo e che devono essere risolti.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro approccio altrettanto importante è quello della Biopsicogenealogia, che viene anche chiamata Decodifica Biologica degli Stress presenti e transgenerazionali: in cui si utilizza la lettura degli indizi fisici per risalire alla storia della famiglia/clan.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Per cosa è utile la psicogenealogia</h3>
<p style="text-align: justify;">Come anticipato i nodi irrisolti, i traumi che non sono stati elaborati, le ingiustizie subite, le questioni incompiute, i segreti… fanno parte di un immaginario zaino che si passa di generazione in generazione. Un carico invisibile che influenza la vita dei discendenti senza averne alcuna consapevolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti è bene sottolineare che le memorie transgenerazionali sono solitamente inconsce: non fanno parte delle informazioni che vengono affidate consciamente da una generazione all’altra.</p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/psicogenealogia-sindrome-anniversario/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a> interviene al fine di interrompere quella catena, evitando le ripetizioni di situazioni drammatiche, dolorose. Da far notare che l’azione di queste memorie nell’individuo è molto particolare: esse infatti costituiscono una specie di blocco, di sedimento, che ostruisce la realizzazione dell’individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Finché non saranno risolti quei nodi ancestrali sarà quasi del tutto impossibile realizzare i desideri, i sogni e le ambizioni dell’individuo attuale. Il passato transgenerazionale costituisce un freno per la persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie a strumenti professionali la psicogenealogia riesce a decodificare le origini dei conflitti. Lettura dell’albero genealogico e ricostruzione delle biografie familiari, sono senza dubbio gli strumenti principali a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta ricostruito un profilo familiare, il più dettagliato possibile, si potrà intervenire al fine di affrontare i problemi più vicini alla persona in questione: affetti, scelte professionali, relazioni, decisioni finanziarie…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">I primi 3 anni d’età… quasi 4</h3>
<p style="text-align: justify;">Gran parte della nostra personalità profonda si forma nei primi tre anni d’età, questo dato è piuttosto consolidato. Bisognerebbe però aggiungere altri nove mesi circa, considerando il tempo dal concepimento.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa fase, quella che va dal concepimento al terzo anno d’età, si sviluppa il periodo più ricco di informazioni che vengono trasmesse al piccolo: consciamente ed inconsciamente. Il piccolo già nelle fasi iniziali della vita è una sorta di spugna che assorbe informazioni di ogni genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed infatti, nella vita, quel piccolo si troverà ad affrontare molto spesso i problemi che hanno dovuto affrontare i suoi genitori, i nonni, i bisnonni… le stesse ansie, depressioni, malattie, disagi…</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo dunque parlando di un periodo in cui sembra che le antiche questioni irrisolte, i conflitti arcaici, si reincarnano nel corpo e nella psiche del discendente.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente il riferimento è a problemi di una certa rilevanza che verranno passati di generazione in generazione finché un individuo non romperà in qualche modo la catena. Fino a quando l’armonia non sarà ristabilita, il problema continuerà a riproporsi con tanto di sintomatologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed è in quella fase di 3 anni e 9 mesi (circa) che le memorie ancestrali si incarnano nuovamente: ecco i veri fantasmi del passato, altro che lenzuola bucate! La psicogenealogia mette in evidenza anche il ruolo dell’aspetto collettivo, che si esplicita nell’appartenere ad una famiglia, nella vita dell’individuo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Gli effetti e i benefici della psicogenealogia</h3>
<p style="text-align: justify;">Come abbiamo segnalato in precedenza un’inchiesta transgenerazionale permette di risalire alle origini ancestrali dei conflitti che si vivono nel momento presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso si risale a relazioni infelici, a tradimenti, ad abbandoni in ambito sentimentale, o a perdite finanziarie e difficoltà personali. In altri casi l’inchiesta riconduce a incidenti avvenuti molti anni prima, a lutti, situazioni di stress, sintomatologie fisiche…</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso la psicogenealogia, una volta risalite alla causa è possibile intraprendere un percorso per risolvere quel conflitto ed interrompere finalmente quella catena terribile che vincola l’individuo a traumi di cui, molto spesso, non è nemmeno a conoscenza. Ciò consente alla persona trattata di riprendere finalmente in mano la propria vita.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La psicobiologia conferma le costellazioni familiari?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 12:28:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Costellazioni Familiari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella storia della scienza capita di frequente che alcune branche di studi arrivino prima di altre in zone più profonde, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nella storia della scienza capita di frequente che alcune branche di studi arrivino prima di altre in zone più profonde, a traguardi che fanno progredire tutta la conoscenza umana. Spesso alcuni studi che sembravano poco credibili si sono dimostrati anticipatori di nuovi territori scientifici.</p>
<p style="text-align: justify;">La teoria delle <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/cosa-sono-costellazioni-familiari/" target="_blank" rel="noopener">costellazioni familiari</a>, la psicogenealogia e tutte le ricerche transgenerazionali sembrano trovare ulteriori conferme ad ogni passo, seppure inizialmente sembravano studi troppo di confine.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino a qualche anno fa infatti sostenere che certi traumi, certi eventi o situazioni vissute da un individuo, vissuto in un lontano passato, magari più di un secolo fa, avessero una risonanza sui discendenti dell’individuo interessato, sarebbe stata bollata come un’affermazione fantascientifica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi invece sembra chiaro che al pacchetto di informazioni biologiche che passano di generazione in generazione, si aggiunga anche una sorta di eredità psicologica che può contenere anche ricordi ancestrali, assolutamente non compresi nella memoria conscia, che si ripercuotono nel presente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro fatto dalla <a href="https://www.tarotlandia.com/cosa-e-la-psicobiogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a> in questo ambito è assolutamente straordinario, ma è davvero interessante notare come anche la psicobiologia sia arrivata a confermare tali evidenze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: justify;">Che cosa è la psicobiologia?</h2>
<p style="text-align: justify;">La psicobiologia è una branca delle neuroscienze che va a studiare i comportamenti in relazione alla struttura e alla fisiologia, ponendo la sua attenzione in particolare sul sistema nervoso centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la parola “comportamenti”, è bene specificarlo onde evitare fraintendimenti, si intendono azioni fisiche ma anche processi mentali: attenzione, memoria, percezione, apprendimento…</p>
<p style="text-align: justify;">Questo ramo della scienza si è sviluppato soprattutto attraverso gli studi sugli animali che hanno portato allo sviluppo di teorie e sperimentazioni. Senza dubbio vanno citati personaggi straordinari come B.F. Skinner, e i più celebri Konrad Lorenz e Ivan Pavlov.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">L’approccio psicobiologico stretto</h3>
<p style="text-align: justify;">La psicobiologia e la neuropsicologia tendono a mantenere un approccio riduzionistico, meccanicistico, e molto spesso secondo quest’ottica ci si limita ad osservare la relazione tra stimolo e risposta, indicando la zona del cervello interessata.</p>
<p style="text-align: justify;">Come obiettivo finale questo tipo di approccio ha quello di creare una mappa precisa e perfetta del cervello e del sistema nervoso. Da quest’angolazione la coscienza umana è considerata come un insieme di neuroni, di risposte elettriche stampate nella memoria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">L’esperimento di Ivan Pavlov</h3>
<p style="text-align: justify;">Celeberrimo in tal senso l’esperimento di Ivan Pavlov, che riportiamo brevemente, che ha dato nascita anche all’espressione “riflesso pavloviano”: alcuni cani che Pavlov usava per gli esperimenti dimostravano un aumento della salivazione nel momento in cui si stava per dargli da mangiare la carne.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scienziato dunque iniziò a fare suonare una campana ogni volta che si stava per servirgli la carne, in modo da variare lo stimolo mantenendo la risposta: i cani iniziarono a mostrare un riflesso involontario, ovvero un riflesso pavloviano appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che la campana suonava, la loro salivazione aumentava abbondantemente. Il cervello dei cani oramai aveva abbinato il suono della campana all’arrivo della carne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Altri approcci più aperti</h3>
<p style="text-align: justify;">Vi sono però scienziati come <em>Francisco Varela</em> e <em>Humberto Maturana</em> che hanno tenuto un approccio più aperto e meno meccanicistico a questo genere di studi. Per loro infatti la coscienza non è costituita soltanto da neuroni e per capirla a fondo, soprattutto nella sua formazione, è necessario tenere conto anche del corpo e del mondo sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi due scienziati sono gli autori di un metodo di indagine molto particolare: una neurofenomenologia che non prende in esame animali o altri esseri umani, ma sé stessi. È lo scienziato stesso a fungere da propria cavia.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto interessante anche il contributo dato alla psicobiologia anche da <em>Jean Claude Badard</em> con l’interpretazione degli esperimenti e della ricerca fatta da <em>Henry Laborit</em>. Secondo questa interpretazione infatti esiste un cervello biologico, differente dal cervello razionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa affermazione porta alla conseguente conclusione che dentro l’essere umane sono presenti memorie razionali e memorie biologiche che operano in contemporanea. Una elabora i suoi dati nel cervello, l’altra nell’intero sistema biologico.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza il corpo registra una serie di conflitti, che possono anche risalire ad epoche precedenti che si presentano sotto forma di malattie, sintomi, predisposizioni. Non a caso la parola “somatizzazione” allude propria ad una traduzione in linguaggio e materia corporei.</p>
<p style="text-align: justify;">Badard e Laborit sostengono che di fronte ad un problema di grave entità, di tipo biologico, come può essere una sofferenza o un dolore fisico, si può rimanere sani soltanto se si ha la possibilità di fuggire o di combattere. Quando queste due possibilità ci vengono precluse, l’individuo si ammala.</p>
<p style="text-align: justify;">È un meccanismo interiore che si attiva poiché il tasso di stress dovuto all’inibizione dell’azione spinge il cervello ad affidare la risoluzione del problema ad un gruppo di neuroni collegati con un tessuto. In estrema sintesi il problema per cui c’è inibita l’azione viene scaricato su un tessuto che ha una sua funzione corporea.</p>
<p style="text-align: justify;">È un principio di adattamento che rimane scritto nella nostra memoria e nei geni (ed è quindi trasferibile alle generazioni successive), un principio evolutivo che è possibile mettere in evidenza con un esperimento condotto proprio da Laborit.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">L’esperimento di Henry Laborit</h3>
<p style="text-align: justify;">Laborit fece un esperimento molto interessante che dimostrava chiaramente quanto esposto poco sopra. Egli prese infatti due cavie che mise in una gabbia divisa in due “stanze”. In una di queste, dopo un segnale luminoso e acustico, veniva attività l’elettricità e le cavie prendevano la scossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scarica veniva data ogni 30 minuti per 10 secondi. In breve le cavie al segnale cambiavano rapidamente stanza e si mettevano al sicuro in quella non elettrificata.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin qui siamo sempre nel meccanicismo dell’approccio classico tipico della neuropsicologia. Le cavie alla fine del test sono state messe sotto esame per controllare i loro parametri vitali: godevano di ottima salute.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda tranche di test prevedeva che le cavie questa volta venissero messe nella gabbia senza poter evitare la scossa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che scattava il segnale luminoso e acustico le cavie si alzavano in piedi e combattevano tra di loro. Anche qui alla fine del test le condizioni di salute delle cavie erano ottime.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima fase del test prevedeva che la cavia venisse chiusa nella gabbia nelle stesse condizioni precedenti, ma ognuna da sola, assolutamente impossibilitate a fare alcunché: nel momento in cui arrivava il segnale dovevano accettare passivamente la scossa. Alla fine dei test tutti i valori biologici erano sballati e le cavie erano malate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Psicologia transpersonale e transgenerazionale</h3>
<p style="text-align: justify;">La psicobiologia, nel suo approccio più aperto, considera l’aspetto corporeo-biologico, come visto poco sopra, ed anche quello storico- genealogico degli individui. Infatti ciò che viene scritto nei geni può essere trasmesso alle generazioni successive.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco allora che la psicobiologia conferma la visione di altre discipline psicologiche e dei lavori fatti da psicologi transpersonali come Wilber e Grof. Questi hanno infatti ripreso usanze tribali andando a somministrare delle sostanze psicotrope ai pazienti per andare ad espandere la loro coscienza e le loro percezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso questi mezzi hanno potuto verificare fenomeni come l’estasi, le esperienze extra corporee, i viaggi astrali, le trance… in questo modo hanno potuto utilizzare lo stato alterato di coscienza per riconnettere l’individuo con l’inconscio collettivo, che riconnette la persona singola con le sue radici, ai propri ambienti, alla memoria familiare e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo dunque dire che la psicobiologia conferma quanto viene evidenziato da Anne Ancelin Schützenberger e dai suoi “eredi” della psicogenealogia, che può essere anche chiamata psicologia transgenerazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Che cosa sono le Costellazioni Familiari?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 18:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[Costellazioni Familiari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si sente sempre più parlare di costellazioni familiari, ma spesso viene fatto a sproposito e sovente ci si trova di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si sente sempre più parlare di <a href="https://numerologiaesoterica.com/spiritualita/psicobiologia-costellazioni-familiari"><em>costellazioni familiari</em></a>, ma spesso viene fatto a sproposito e sovente ci si trova di fronte a veri e propri pregiudizi che non aiutano la comprensione del fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Le costellazioni familiari sistemiche, sono un metodo per comprendere le dinamiche dei sistemi complessi a cui apparteniamo. Si tratta di un metodo che viene definito fenomenologico-esperienziale, che può essere sintetizzato come una tecnica che aiuta a comprendere le relazioni che sono alla base dell’identità individuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Volendo essere estremamente sintetici e cercando di asciugare al massimo il linguaggio, potremmo dire che le costellazioni familiari sistemiche sono uno strumento che permette l’osservazione, e la conseguente presa di coscienza, della storia familiare di un individuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso questa presa di coscienza è possibile attivare un processo di trasformazione interiore che riesce ad eliminare blocchi, disfunzionalità e problematiche varie dell’individuo. Una terapia, in buona sostanza, che grazie all’esame della storia della famiglia conduce l’individuo ad una liberazione e ad una guarigione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Da dove vengono le costellazioni familiari?</h3>
<p style="text-align: justify;">La metodologia delle costellazioni familiari e sistemiche divenne piuttosto famoso e sviluppato attraverso il lavoro di perfezionamento che sulla materia fece <em>Bert Hellinger</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo negli anni Ottanta del Novecento e parliamo di un sacerdote e psicoanalista, dal carattere molto particolare, che prese alcuni lati della psicoanalisi di Freud, molto materiale dalla programmazione neuro-linguistica e teorie legate alla <em>Gestalt</em>, combinandole assieme in un “cocktail” estremamente interessante e potente.</p>
<p style="text-align: justify;">Hellinger era una personalità estremamente forte e dotata di un’ascendente particolare, le sue intuizioni hanno costituito l’inizio di un nuovo metodo di analisi.</p>
<p style="text-align: justify;">La costellazione familiare sistemica, come metodo, è una terapia familiare che analizza a fondo i ruoli, il vissuto e il sentito dei componenti di quello che viene definito il “clan familiare”.</p>
<p style="text-align: justify;">È interessante notare, fin dalle prime intuizioni di Bert Hellinger, che questo metodo riesce a mettere in chiaro l’azione della coscienza familiare nella vita del singolo componente e l’azione del singolo che si riflette sul sistema familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente questi influssi, dal singolo al sistema e dal sistema al singolo, sono particolarmente interessante poiché oltrepassano le generazioni ed infatti vengono definiti “transgenerazionali”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa dice la scienza?</h3>
<p style="text-align: justify;">Le basi delle costellazioni familiari sono molto solide e difese dalle branche della scienza come la psicobiologia e la psicogenealogia senza dimenticare che alcune sedute in cui si applicava il metodo delle costellazioni, sono state analizzate da studiosi come Rupert Sheldrake e Masaru Emoto</p>
<p style="text-align: justify;">Le teorie di Hellinger che venivano considerate un poco “sui generis” hanno trovato conferme nella fisica quantistica: se Hellinger parlava di “movimento dell’Anima”, la teoria dell’indeterminazione di Heisenberg conferma il concetto cambiando i termini.</p>
<p style="text-align: justify;">La <a href="https://www.tarotlandia.com/cosa-e-la-psicobiogenealogia/" target="_blank" rel="noopener">psicogenealogia</a> sviluppata da <em>Anne Ancelin Schützenberger</em> e da tutti i suoi “eredi” dimostra chiaramente che esistono connessioni transgenerazionali dal punto di vista biologico. Sembra, stringendo molto i concetti, che vi siano delle memorie di eventi passati che vengono assimilate dai geni e quindi passate alla generazione successiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa trasmissione dunque riporta un avvenimento accaduto moltissimi anni prima e magari tenuto nascosto, ad essere tramandato e a riflettersi nel presente. Spesso questi avvenimenti rimandano un riflesso nella vita degli individui attraverso manie, paure, problemi fisici, sindromi…</p>
<p style="text-align: justify;">Andando a ritroso nel tempo è possibile, secondo la psicogenealogia, ritrovare la causa prima e prendendone coscienza si può riuscire a risolvere il suo riflesso sul presente. Una connessione indelebile tra membri dello stesso clan familiare distanti nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Bert Hellinger e le Costellazioni Familiari</h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo poco sopra accennato a Bert Hellinger, il sacerdote-psicoanalista che viene considerato il padre delle costellazioni familiari anche se in realtà questa definizione non è corretta.</p>
<p style="text-align: justify;">Egli ha avuto senza dubbio un ruolo importante in questo settore, ma più che altro per quella che viene definita la teoria delle Costellazioni Spirituali che ha delle diversità rispetto a quella detta Costellazioni Familiari.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Hellinger infatti le persone seguono un destino, un tracciato, che non è il proprio ma è incanalato in quello del sistema familiare. Egli definisce queste strade precostituite come Irretimenti del Sistema Familiare, a cui si aggiungono delle violazioni dell’ordine dell’Amore e delle leggi sistemiche di fedeltà che andrebbero a creare i vari disagi su tutto il sistema familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">I metodi di Bert Hellinger sono stati a lungo discussi poiché possiamo dire che erano fortemente fondati sulla sua persona e sulle sue capacità, ma è certo che dalle sue intuizioni sono nate le Costellazioni Spirituali e hanno tratto ispirazione studiosi e osservatori per derivare metodologie più scientifiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza dubbio il sacerdote-psicanalista è stato uno dei primissimi a portare alla luce l’idea che i sentimenti, i pensieri, le credenze, gli atti dei nostri antenati vanno a condizionare i nostri rapporti, chiudendo le nostre vite dentro a copioni da cui sembra impossibile tirarsi fuori. Generazione dopo generazione, una ripetizione dopo l’altra. Ecco il grande merito di Hellinger.</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnica delle costellazioni familiari mette in atto un sistema che porta alla coscienza dell’individuo interessato quegli irretimenti, quegli episodi, traumi, eventi… che non sono stati risolti nelle generazioni scorse. Questa presa di coscienza dissolve il problema, magari dopo secoli.</p>
<p style="text-align: justify;">L’individuo trattato diventerà finalmente libero di scrivere in proprio il suo destino senza più influenze ataviche, carichi di peso che non dipendono direttamente dalle sue azioni e che sono stati accumulati prima ancora della sua nascita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa accade applicando il metodo della costellazione familiare?</h3>
<p style="text-align: justify;">La parte straordinaria di questo metodo è che consente alla persona trattata di affrontare consciamente qualcosa che avviene dentro sé stesso con continuità: è fondamentalmente un modo per portare alla luce un processo interiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso una messa in scena della storia della famiglia, con il movimento dei rappresentanti sul “palcoscenico” si potrà vedere qualcosa a cui non si è potuto assistere. Ma la persona trattata non è sempre solo spettatrice: in certi casi, in un determinato momento, potrà entrare in scena direttamente e andare a cambiare le informazioni nella coscienza collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardare dall’esterno le dinamiche famigliari darà alla persona trattata uno sguardo assolutamente lucido, obiettivo, aprendolo ad una consapevolezza e ad un senso di leggerezza che lo aiuteranno a superare qualunque blocco.</p>
<p style="text-align: justify;">La persona trattata, alla fine, si ritroverà a guardare tutto il mondo con occhi diversi, sia interiormente che esteriormente, senza più limitazioni inconsce.</p>
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		<title>Frasi e Citazioni: l&#8217;Essere Umano &#8211; Piergiorgio Carlini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2022 12:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frasi e Citazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Essere Umano fin dall’alba dei tempi, non ha mai pensato a come fa a fare le cose che fa, né [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">L’Essere Umano fin dall’alba dei tempi, non ha mai pensato a come fa a fare le cose che fa, né si è mai posto il problema.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua fortuna è che non ha dovuto studiare il suo complesso meccanismo di funzionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Lui funzionava, punto.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua sfortuna invece, è che ha vissuto sempre senza mai fare di più del minimo indispensabile che gli veniva richiesto, senza rendersi conto che dentro di sé giaceva nascosto un enorme potere in grado di cambiare completamente e radicalmente la storia della sua vita.</p>
<p>&#8211;<a target="_blank" href="https://www.ilgiardinodeilibri.it/autori/_piergiorgio-carlini.php?srsltid=AfmBOorqQtOeQ_wazzcQObL0l_TqaCO-Uo2ZEUw7w1pGt6FfzpP_QN46" rel="noopener"><em>Piergiorgio Carlini</em></a>&#8211;</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
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		<title>Frasi e Citazioni: aver bisogno di essere approvato&#8230; Wayne Walter Dyer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 18:00:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frasi e Citazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ritieniti soddisfatto dell&#8217;agire bene, e lascia che gli altri parlino di te come fa loro piacere&#8221; &#8211;Pitagora&#8211; &#160; Keywords: Numerologia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>&#8220;Ritieniti soddisfatto dell&#8217;agire bene, e lascia che gli altri parlino di te come fa loro piacere&#8221;</p>
<p>&#8211;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pitagora">Pitagora</a>&#8211;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Keywords: Numerologia Esoterica, Silver Cat Editions, tarotlandia, Frasi e Citazioni, Aforismi, Spiritualità, Esoterismo, Pensieri e Psicologia, Crescita Personale, Pitagora</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<div class="ast-oembed-container " style="height: 100%;"><iframe title="Frasi e Citazioni: ritieniti soddisfatto dell&#039;agire bene...Pitagora" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/HJOmNBnL3Po?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="course-title" style="text-align: center;"><a href="https://numerologiaesoterica.com/courses/corso-di-numerologia-esoterica/">Corso di Numerologia Esoterica</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://numerologiaesoterica.com/courses/corso-di-numerologia-esoterica/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-17990" title="Corso Base di Numerologia Esoterica" src="https://numerologiaesoterica.com/wp-content/uploads/2024/10/AnyConv.com__Numerologia-Esoterica-1-1-500x300-1-300x300.webp" alt="Corso Base di Numerologia Esoterica" width="343" height="343" srcset="https://www.numerologiaesoterica.com/wp-content/uploads/2024/10/AnyConv.com__Numerologia-Esoterica-1-1-500x300-1-300x300.webp 300w, https://www.numerologiaesoterica.com/wp-content/uploads/2024/10/AnyConv.com__Numerologia-Esoterica-1-1-500x300-1-600x600.webp 600w, https://www.numerologiaesoterica.com/wp-content/uploads/2024/10/AnyConv.com__Numerologia-Esoterica-1-1-500x300-1-100x100.webp 100w, https://www.numerologiaesoterica.com/wp-content/uploads/2024/10/AnyConv.com__Numerologia-Esoterica-1-1-500x300-1-150x150.webp 150w, https://www.numerologiaesoterica.com/wp-content/uploads/2024/10/AnyConv.com__Numerologia-Esoterica-1-1-500x300-1-768x768.webp 768w, https://www.numerologiaesoterica.com/wp-content/uploads/2024/10/AnyConv.com__Numerologia-Esoterica-1-1-500x300-1-1024x1024.webp 1024w" sizes="(max-width: 343px) 100vw, 343px" /></a></p>
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